Qualche parola sull’antisemitismo

Oggi, chi accusa il governo Netanyahu di genocidio e difende il povero, martirizzato popolo palestinese, viene accusato di antisemitismo. La prima volta che mi è stato rivolto questo insulto mi sono dispiaciuta. Ora risponderei. Ed ecco quello che direi.

Chi mi accusa di antisemitismo, cioè di odiare gli ebrei in quanto ‘semiti’, perché accuso il governo di Israele di genocidio, evidentemente ritiene che tutti gli ebrei, israeliani e diaspora, siano complici del massacro del popolo palestinese. Se lo pensassi anch’io, sarei, non antisemita perché le lingue semitiche comprendono oltre all’ebraico le lingue arabe, e quindi il palestinese (per cui il vero antisemita è Israele) – ma contro gli ebrei in quanto complici dello sterminio.

Ma io non lo penso affatto. Sia in Israele (anche se finora non abbastanza), sia nella diaspora, tanti ebrei scendono in strada a protestare contro il genocidio in corso. E’ vero tuttavia che il mio atteggiamento è cambiato nei loro confronti. Oggi il mio rispetto va a quegli ebrei che condannano la condotta dello Stato di Israele.

Ricordo quand’ero bambina, che un uomo di una certa età disse che quando incontrava un suo coetaneo tedesco si ficcava la mano in tasca finché non aveva capito qual era stata la sua condotta durante il nazismo. Nessuno lo accusò di razzismo per questo o di essere anti-tedesco. E io dovetti crescere prima di smettere di scappare davanti a un tedesco o di guardarlo con sospetto.

Oggi, le colpe di Israele contro i Palestinesi sono altrettanto gravi, altrettanto mostruose, altrettanto disumane. Mi dispiace enormemente per gli Ebrei che, senza esserne complici, pagano e pagheranno le colpe di Israele. Mi dispiace moltissimo per quelli che vengono uccisi senza ragione (ma non ci sono mai buone ragioni per uccidere), proprio come lo sono decine, centinaia di migliaia di Palestinesi.

Questo dovrebbe adirare gli Ebrei, non tanto contro l’antisemitismo di ritorno (uccidere un ebreo in quanto ebreo è un obbrobrio antisemita), quanto contro il governo del paese che hanno scelto di occupare, nonostante fosse già occupato da un altro popolo, e di uccidere e perseguitare quest’altro popolo, invece di seguire il consiglio di Gandhi: “Mettetevi d’accordo con i Palestinesi, non rubategli la terra!”, e di inseguire il sogno che non è mai mutato dal primo giorno: occupare la Palestina da soli!

Sogno che si manifesta in Cisgiordania come a Gaza.

Se c’è un nuovo antisemitismo, se di nuovo si odiano e si uccidono gli ebrei in quanto ebrei, la colpa è prima di tutto della politica di Israele, in crescendo dal primo all’ultimo giorno (perché ci sarà un ultimo giorno, anche se non sappiamo come sarà). Ma complice di questo orrore è tutta la terra, in particolare il cosiddetto Occidente, il rovinoso, rapinoso Occidente: gli Stati Uniti e l’Europa.

Ma ‘dov’è il pericolo là cresce anche ciò che salva’, dice Hölderlin. Infatti la salvezza è nelle mani degli Ebrei, nella loro ribellione, dissociazione e condanna di quel che viene fatto in loro nome. Ditelo, che non è in vostro nome! Uscite e fateci uscire tutti da quest’incubo. Abbiate pietà di voi.