La Costa azzurra del Medio Oriente

Al programma di Trump su Gaza quasi viene da ridere, tanto è sfacciatamente stupido, ridicolmente spietato. Capire che Trump lo dice sul serio suscita due domande. Che cosa gli dà la convinzione che lo potrà svolgere? Che cosa ha reso possibile che ascoltiamo – e guardiamo – un simile programma?

Sembra un gioco di orchi: l’orco di Pollicino che, volendo tagliare le teste dei bambini che dormono nella sua casa, senza accorgersene taglia quelle dei suoi figli. L’orco siamo noi. Trump è il coltello.

Se i paesi americani, europei, arabi, orientali (solo il Sud Africa ha reagito) non avessero supinamente accettato e sostenuto lo sterminio dei Palestinesi ad opera dell’esercito e del governo Israeliano (e a questi paesi bisogna naturalmente aggiungere il popolo di Israele), se non avessero inviato le armi e punito le proteste, se avessero detto: basta! ora Trump non potrebbe fare il video di una simile proposta e dichiarare: “Piace a tutti!”. Ma sì, chi non sogna una villetta affacciata sul mare di Gaza, protetta dall’esercito israeliano? Si alza qualche voce scandalizzata: ma perché la deportazione scandalizzerebbe più del genocidio? E’ sempre stata un’alternativa, no?

Ma Trump crede davvero che i Palestinesi, – quelli che, subito dopo il cessate il fuoco, hanno cominciato a risalire il loro paese di macerie a piedi, stremati, sorridenti, con le due dita a V – si faranno sedurre da un posto fresco (una sua espressione)?

Se, come tutti dicono, Trump è pazzo, la sua pazzia è stata nutrita dalla nostra infamia. 

Ma io non credo che sia pazzo. La pazzia non è disumana. Solo l’homo sapiens lo è.

Da quando esiste la Storia, l’uomo si è macchiato di infamia. Dico ‘l’uomo’, senza comprendere nella parola la donna. Certo, anche la donna sporadicamente lo ha fatto. Ma l’uomo lo ha fatto sistematicamente. Gli Americani hanno sterminato gli Indiani nativi e fatto schiavi gli Africani, e gli Americani, si sa, siamo noi. Lo stesso hanno fatto gli Australiani, i Cinesi, i Turchi, i Russi, i paesi asiatici, lo stesso hanno fatto gli Egizi e gli antichi Greci, e via via, da quando l’uomo (sempre lui) scrive le proprie gesta.

Prima non sappiamo. In quei tempi, un popolo portava i suoi carri da guerra da Nord Est a Sud Ovest. Dietro ai carri trascinava le donne e gli schiavi. Combatteva, distruggeva e razziava tutte le città che incontrava sulla sua strada. Era il primo popolo patriarcale, gli Indoeuropei.

In questi 6/7000 anni, il Patriarcato ha creato e distrutto civiltà, religioni, culture, prodotto e ucciso poeti, scienziati, artisti, e sempre sottomesso la donna e sempre esercitato il potere senza pietà o ragione.

Oggi ha raggiunto la vetta: la donna che non si sottomette, si uccide. Il popolo che vuole vivere libero sulla sua terra, si stermina e si deporta. E noi, che abbiamo accettato tutto fino a questo momento, che cosa vogliamo, che cosa possiamo dire? Abbiamo ancora diritto di parola?